Gara Ristoratori “Creatività in Cucina” – Apertura Iscrizioni

📢 Gara Ristoratori “Creatività in Cucina” – Apertura Iscrizioni
Si comunica l’apertura delle iscrizioni per la gara riservata ai professionisti della ristorazione denominata “Creatività in Cucina”, un progetto d’eccellenza realizzato con l’ausilio finanziario della Camera di Commercio di Napoli.

L’iniziativa ha l’obiettivo di valorizzare il patrimonio gastronomico del territorio campano e promuovere i talenti locali attraverso la reinterpretazione di due piatti iconici della nostra tradizione: il Risotto alla Pescatora e la Pasta alla Scarpariello.

Dettagli dell’evento:

Giuria: Esperti del settore ed espressioni delle eccellenze gastronomiche campane.

Periodo di svolgimento: Ottobre 2026.

Sede dell’evento: CAT Napoli Area Metropolitana Scarl — Via Boccaccio 17, Sant’Anastasia (NA).

Modalità di partecipazione:
Le aziende interessate a candidarsi o a richiedere il regolamento ufficiale possono rivolgersi alla segreteria organizzativa ai seguenti recapiti:

Contatto Telefonico: 081 415595
Email: provincialenapoli@aicast.it

È possibile prendere visione dei dettagli completi consultando le locandine ufficiali allegate di seguito (cliccare sulle immagini per l’ingrandimento).

Percorso Formativo 2026 R.E.N.T.RI – Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti

Percorso Formativo 2026 – RENTRI OK

                       

Percorso Formativo 2026
R.E.N.T.RI – Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti
“Progetto realizzato con l’ausilio finanziario della Camera di Commercio di Napoli”
A cura di: Aicast Imprese Italia e Cat Napoli Area Metropolitana scarl
Obiettivo del percorso
Il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti ‘’RENTRI’’ rappresenta un punto di partenza importante per accompagnare le imprese nel processo di digitalizzazione e semplificazione degli adempimenti ambientali, assicurando al contempo il rispetto della legalità e la tutela del territorio attraverso una corretta gestione dei rifiuti.
Obiettivo del Webinar sarà quello di fornire un quadro generale del nuovo sistema per conoscere natura giuridica, Enti gestori, principali funzionalità, scopi perseguiti e obiettivi operativi.

Programma Didattico

Evento 1: Cenni normativi e procedura di iscrizione
1. 20 luglio 2026
2. 22 luglio 2026
3. 7 settembre 2026
4. 9 settembre 2026
5. 14 settembre 2026
6. 16 settembre 2026
Orario: 16.00 alle 19.00
Docente: Adriano Greco, Giovanna Siciliano
1. Operatori che devono iscriversi
• Chi sono
• Quando si iscrivono
• Pagamenti
• I soggetti delegati
2. Produttori di rifiuti non tenuti all’iscrizione
• Chi sono
• Quali obblighi hanno
3. Procedura per l’iscrizione al RENTRI
• Accesso in area riservata Operatori e iscrizione

• Gli obblighi oltre l’iscrizione
4. Procedura per la registrazione in area Produttori non iscritti
5. Regole per la gestione dei registri cronologici di carico e scarico

 

Evento 2: Apertura e tenuta registri di carico e scarico, FIR digitale
1. 21 luglio 2026
2. 23 luglio 2026
3. 8 settembre 2026
4. 10 settembre 2026
5. 15 settembre 2026
6. 17 settembre 2026
Orario: 16.00 alle 19.00
Docente: Adriano Greco, Giovanna Siciliano
1. I servizi di supporto per il registro di carico e scarico
• Apertura registro cronologico di carico e scarico digitale
• Compilazione del Registro cronologico di carico e scarico digitale
• Trasmissione al RENTRI dei dati annotati sul registro digitale
2. FIR digitale e FIR cartaceo ambiti di applicazione
3. Gestione del FIR Digitale

A SEGUITO DELLE DATE SOPRA ELENCATE I CORSI CONTINUERANNO E SARANNO PUBBLICATE NUOVE DATE.

L’EVOLUZIONE DELLA SALUMERIA

                                 

 

Percorso Formativo 2026 SALUMIERI E TECNOLOGO-4 2

 

Percorso Formativo 2026

L’EVOLUZIONE DELLA SALUMERIA

“Progetto realizzato con l’ausilio finanziario della Camera di Commercio di Napoli”

 

A cura di: Cimmino Gabriele – Spinola Salvatore – Varrella Salvatore.

Sede: CAT NAPOLI AREA METROPOLITANA SCARL -Università dei Gusti e dei Saperi – Via Boccaccio 17 Sant’Anastasia (NA)

 

Obiettivo del percorso

Questo corso nasce con l’obiettivo di formare professionisti qualificati, capaci di valorizzare ogni aspetto del settore, dalla conoscenza e selezione dei prodotti del patrimonio agroalimentare italiano fino alla loro corretta lavorazione, esposizione e presentazione al cliente finale.

Dettagli Generali e Logistica: 3 gg durata totale 12 ore

1° Edizione

Focus: Salumeria Italiana

Presentazione dei principali salumi e formaggi della tradizione italiana. Conoscenza delle caratteristiche qualitative e territoriali dei prodotti

Lunedì 13 luglio – Orario: 14:30 – 18:30

Giovedì 16 luglio – Orario 14:30 – 18:30

Lunedi 20 luglio- Orario 14:30 – 18:30 (Tecnologo Alimentare Antonio Caccavale)

Formula Didattica: Masterclass pratica e teorica

Docenza: Cimmino Gabriele\ Spinola Salvatore e Tecnologo alimentare Antonio Caccavale

2° Edizione

Focus: Salumeria Italiana

Presentazione dei principali salumi e formaggi della tradizione italiana. Conoscenza delle caratteristiche qualitative e territoriali dei prodotti

Lunedì 27 luglio – Orario: 14:30 – 18:30

Giovedì 30 luglio – Orario 14:30 – 18:30

Martedì 01 settembre- Orario 14:30 – 18:30 (Tecnologo Alimentare Antonio Caccavale)

Formula Didattica: Masterclass pratica e teorica

Docenza: Cimmino Gabriele\ Spinola Salvatore e Tecnologo alimentare Antonio Caccavale

 

Il Programma Didattico (In ordine cronologico)

Modulo 1: I Grandi Classici del Banco – Caratteristiche e Territorio

  1. I Salumi: Geografia del Gusto e Analisi Visiva
  • Prosciutto di Parma vs Prosciutto di San Daniele:
    • Territorio: Le colline parmensi (aria dolce della Val Parma) contro le colline friulane (incontro tra aria alpina e salmastra del mar Adriatico).
    • Al banco: Il Parma ha una forma a “cornetto” e un sapore mitemente dolce; il San Daniele conserva il piedino, ha la forma a “chitarra” e una dolcezza più intensa e persistente.
    • Il Grasso: In entrambi, il grasso di copertura deve essere candido. Se vira al giallo, il prodotto ha preso luce o aria ed è irrancidito.
  • La Mortadella:
    • Caratteristiche: Profumo intenso, colore rosa vivo e uniforme.
    • La prova del taglio: I cubetti di grasso (i lardelli) devono essere ben distribuiti, bianchi e compatti, e non devono staccarsi dalla fetta quando viene affettata.
  • I Salami (Milano, Felino, Fabriano):
    • La grana: Insegnare a riconoscere visivamente la macinatura (fine come il Milano, media come il Felino, grossa come i salami del Sud).
    • La fetta: Un buon salame stagionato correttamente non deve fare l’effetto “scodella” (fetta che si imbarca) e il grasso non deve essere sgranato o unto.
  1. I Formaggi: Consistenze, Stagionature e Territorio
  • Il Mondo dei Grana (Parmigiano Reggiano e Grana Padano):
    • Territorio: Pascoli dell’Emilia-Romagna e Mantova (sinistra Po) per il Parmigiano; l’intera Pianura Padana per il Grana.
    • Evoluzione visiva e gustativa: * 12-18 mesi: Pasta morbida, note di latte e yogurt.
      • 24 mesi: Comparsa dei “cristalli” bianchi (cristalli di tirosina, segno di corretta stagionatura e NON di difetto o presenza di sale), note di burro fuso e frutta fresca.
      • Oltre i 36 mesi: Pasta friabile, granosa, sapore sapido e note di spezie e frutta secca.
  • I Pecorini (Romano, Toscano, Sardo):
    • Caratteristiche: Il Romano è compatto, quasi privo di occhiatura (buchi), molto sapido e asciutto. Il Toscano o il Sardo da tavola sono più morbidi, con un’occhiatura fine e un sapore più dolce e lattico.
  • L’Erborinato (Gorgonzola):
    • La consistenza: Il tipo Dolce deve essere quasi spalmabile, con venature verdi/blu (le muffe nobili del Penicillium) accennate. Il Piccante ha una pasta più dura, friabile, e una fioritura di muffe molto più fitta e scura.
  1. Guida Pratica per il Salumiere: I Difetti da Evitare al Banco

In questa sezione puoi inserire una check-list visiva per i corsisti. Cosa devono controllare ogni mattina prima di servire il cliente?

  • L’asciugatura (Unghia del Prosciutto): Se il prosciutto crudo viene lasciato scoperto in frigo, si forma un bordo scuro e duro (unghia). Il corsista deve sapere che quella parte va rifilata perché spiacevole da masticare.
  • La sudorazione dei formaggi: I formaggi a pasta dura lasciati fuori dalla pellicola o a temperature errate “sudano” (espellono grasso). Il banco deve essere sempre pulito e i formaggi protetti correttamente.
  • L’ossidazione dei salumi cotti: Il prosciutto cotto o la mortadella tendono a diventare grigiastri se esposti troppo a lungo all’aria e alla luce del banco. La prima fetta va sempre scartata prima di servire il cliente.

 

Modulo 2: Denominazioni, Certificazioni e Classificazioni

  1. I Marchi di Tutela Europei (DOP, IGP, STG)

Sono regolamentati dall’Unione Europea e offrono il massimo livello di protezione legale contro le imitazioni.

  • DOP (Denominazione di Origine Protetta)
    • Significato: È il legame più stretto con il territorio. Tutto il processo produttivo (materie prime, trasformazione, stagionatura) deve avvenire esclusivamente nell’area geografica delimitata.
    • Esempio nel banco: Prosciutto di Parma DOP o Formaggio Parmigiano Reggiano DOP. Per il Parma, i suini devono nascere, essere allevati e macellati in specifiche regioni d’Italia, e la coscia deve essere lavorata e stagionata solo nella zona di Parma.
  • IGP (Indicazione Geografica Protetta)
    • Significato: Il legame con il territorio è forte, ma più flessibile. È sufficiente che almeno una delle fasi(produzione, trasformazione o elaborazione) avvenga nell’area geografica determinata. La materia prima può provenire anche da fuori.
    • Esempio nel banco: Mortadella Bologna IGP o Bresaola della Valtellina IGP. La carne per la Bresaola può provenire anche da zebù o bovini esteri, ma la lavorazione deve seguire il disciplinare rigido della Valtellina, sfruttandone il clima unico per l’asciugatura.
  • STG (Specialità Tradizionale Garantita)
    • Significato: Non tutela l’origine geografica, ma il metodo di produzione tradizionale o la ricetta tipica. Può essere prodotto ovunque in Europa, purché si rispetti fedelmente la ricetta registrata.
    • Esempio nel banco: Mozzarella STG (da non confondere con la Mozzarella di Bufala Campana DOP). Indica che la mozzarella è fatta secondo il metodo tradizionale con latte vaccino, ma il latte può arrivare da qualsiasi Paese UE.
  1. Le Certificazioni Territoriali e Locali (PAT, De.Co.)

Questi marchi non sono europei, ma nazionali o comunali, e servono a mappare e proteggere le piccole produzioni artigianali che non hanno i numeri per diventare DOP o IGP.

  • PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali)
    • Significato: È un riconoscimento del Ministero dell’Agricoltura italiano. Certifica prodotti le cui metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura risultano consolidate nel tempo (da almeno 25 anni) e legate a un territorio regionale.
    • Esempio nel banco: Molti salami locali, coppe o caciotte artigianali che trovi solo in una specifica provincia o regione.
  • De.Co. (Denominazione Comunale)
    • Significato: È un marchio di garanzia della targa del Sindaco. Non è un marchio di qualità vero e proprio, ma un riconoscimento che il Comune dà a un prodotto strettamente legato al proprio territorio comunale. Serve a difendere l’identità locale.
    • Esempio nel banco: Un salame tipico o un dolce da forno acquistato direttamente nel paese d’origine.
  1. Tabella Riassuntiva per il Corsista (Pronta per le slide)
Sigla Ambito Vincolo di Materia Prima Vincolo di Lavorazione
DOP Europeo 100% nel territorio 100% nel territorio
IGP Europeo Libera (anche fuori territorio) Almeno una fase nel territorio
STG Europeo Libera Solo rispetto della ricetta storica
PAT Nazionale Legata alla tradizione regionale Tradizione documentata da >25 anni
De.Co. Comunale Legata al Comune Disciplina decisa dal singolo Comune
  1. Competenze Pratiche: Il Disciplinare di Produzione

Il corsista deve sapere che dietro ogni sigla (soprattutto DOP e IGP) esiste un Disciplinare di Produzione: un documento di legge pubblico che stabilisce cosa si può e cosa non si può fare (es. cosa deve mangiare il maiale, quali spezie si possono usare, quanto deve durare la stagionatura minima). I consorzi di tutela vigilano che queste regole vengano rispettate.

 

Ecco il focus dettagliato per il quarto capitolo, incentrato sulla gestione pratica del laboratorio e del retrobanco. Questo modulo è cruciale per garantire efficienza nei tempi di servizio, sicurezza sul lavoro e una corretta conservazione della merce.

Modulo 3: Organizzazione degli Spazi di Lavoro e Logistica del Banco

L’obiettivo di questo modulo è insegnare al corsista come muoversi in modo fluido, sicuro e igienico all’interno della salumeria, ottimizzando i tempi e riducendo al minimo gli sprechi o gli incidenti.

  1. Gestione delle Superfici Operative

Le superfici di lavoro (taglieri, banchi in acciaio, piani espositivi) devono essere gestite secondo il principio della separazione dei flussi per evitare contaminazioni crociate (cross-contamination).

  • Piani di lavoro dedicati: Separare nettamente l’area di lavorazione dei prodotti crudi (es. disosso di un prosciutto) da quella dei prodotti cotti o pronti al consumo (es. farcitura di panini o preparazione di vassoi).
  • Uso dei taglieri colorati: Introdurre l’uso di taglieri in polietilene con colori diversi a seconda del prodotto (es. bianco per i formaggi, rosso per le carni fresche/salumi da disossare, giallo per i salumi cotti).
  • Sanificazione “clean as you go”: Abituare l’operatore a mantenere il piano di lavoro sempre pulito. Ogni volta che si cambia tipologia di prodotto, la superficie va pulita e igienizzata immediatamente.
  1. Logistica e Disposizione delle Attrezzature

La disposizione degli strumenti deve seguire il principio del flusso di lavoro lineare (la merce entra, viene lavorata ed esce verso il cliente senza “incroci” o passi indietro inutili).

  • Il triangolo di lavoro del salumiere: Posizionamento strategico di tre elementi chiave: Affettatrice, Bilancia/Cassae Ceppo/Tagliere. Devono essere vicini tra loro per ridurre i movimenti inutili dell’operatore.
  • Accessibilità degli strumenti: I coltelli (da disosso, da formaggio, a due mani) devono essere riposti in appositi portacoltelli magnetici o ceppi igienizzabili, sempre a portata di mano ma in totale sicurezza. I fogli di carta per alimenti e i vassoi devono essere stoccati sotto il banco, protetti dalla polvere ma facili da prendere con una sola mano.
  • Sicurezza dell’affettatrice: Deve essere posizionata su un piano stabile, ad altezza uomo (per evitare sforzi alla schiena) e con lo spazio circostante completamente libero da ostacoli.
  1. Organizzazione del Lavoro con Più Operatori o Turnazioni

Quando dietro al banco lavorano più persone, l’organizzazione e la comunicazione sono tutto per evitare caos e rallentamenti nel servizio.

  • Assegnazione delle postazioni (Layout dei ruoli): * Operatore al taglio: Dedicato esclusivamente all’affettatrice e alla preparazione del prodotto.
    • Operatore al servizio/cassa: Gestisce l’interazione con il cliente, prende gli ordini, pesa e incassa (evitando il contatto diretto tra mani e cibo se non protette).
  • Gestione dei turni e “Passaggio di consegne”: * Compilazione di un diario di bordo o di una checklist a fine turno.
    • Chi lascia il turno deve assicurarsi che le affettatrici siano pulite, i prezzi aggiornati e che venga segnalato cosa sta per finire.
  • Comunicazione efficace: Utilizzo di codici verbali chiari durante il servizio affollato (es. “dietro!”, “caldo!”, “coltello!”) per evitare collisioni fisiche tra colleghi.
  1. Gestione Celle Frigorifere e Stoccaggio Merci

La cella frigorifera è il cuore della redditività del negozio. Una cattiva gestione rovina la merce e fa perdere denaro.

  • La regola del FIFO (First In, First Out – Primo dentro, primo fuori): La merce arrivata prima (o con scadenza più breve) deve essere posizionata davanti, pronta per essere usata. Quella nuova va sul retro.
  • Disposizione corretta sui ripiani (Logica della gravità e degli odori):
    • In alto: Prodotti finiti e confezionati, formaggi a pasta dura.
    • Al centro: Salumi interi da iniziare o in fase di stoccaggio.
    • In basso: Prodotti che potrebbero rilasciare liquidi o che richiedono temperature più basse (es. carni fresche).
    • Nota sui formaggi: I formaggi molto aromatizzati o erborinati (es. Gorgonzola) vanno stoccati in contenitori ermetici o scomparti separati per evitare che il loro odore contamini i prosciutti o i formaggi delicati.
  • Monitoraggio delle temperature: Controllo e registrazione quotidiana del termometro della cella (generalmente tra $0^\circ\text{C}$ e $+4^\circ\text{C}$ per i freschi/salumi e temperature leggermente più alte, intorno ai $+8^\circ\text{C}/+10^\circ\text{C}$, per le celle di stagionatura/mantenimento dei formaggi). I prodotti non devono mai toccare direttamente le pareti della cella per permettere la corretta circolazione dell’aria fredda.

Ecco il focus dettagliato per il quinto capitolo, incentrato sul Visual Merchandising e sulla gestione commerciale del banco, l’elemento visivo fondamentale che attira il cliente e stimola l’acquisto.

Modulo 4: Tecniche di Allestimento e Valorizzazione del Banco Vendita

L’obiettivo di questo modulo è insegnare al corsista come trasformare il banco da semplice contenitore di cibo a potente strumento di vendita visiva, mantenendo sempre i massimi standard di freschezza.

  1. Preparazione del Banco Salumeria e Gastronomia

Il banco deve comunicare pulizia, abbondanza e ordine fin dal primo sguardo mattutino.

  • La pulizia pre-allestimento: Prima di inserire la merce, i vetri, i ripiani in acciaio e i display devono essere splendenti. Il cliente associa istintivamente un banco sporco a un prodotto non sicuro.
  • Separazione merceologica: I prodotti vanno divisi per categorie logiche per non confondere il cliente.
    • Area Salumi Cotti (Morfadella, prosciutti cotti, porchetta).
    • Area Salumi Crudi e Stagionati.
    • Area Formaggi (divisi a loro volta tra freschi/morbidi e duri/stagionati).
    • Area Gastronomia (piatti pronti, sott’oli, insalate).
  • Uso delle barriere fisiche: Utilizzare divisori eleganti (spesso in plexiglass nero o elementi decorativi come foglie di alloro artificiali sanificabili) per evitare che i profumi e i liquidi dei diversi prodotti si contaminino tra loro.
  1. Esposizione Accattivante dei Prodotti (Visual Merchandising)

Il cliente “compra prima con gli occhi”. L’allestimento deve guidare lo sguardo verso i prodotti più importanti.

  • L’effetto “Abbondanza” (Massificazione): Un banco vuoto o rado dà l’idea di fine giornata o di scarsa scelta. I prodotti vanno esposti in modo da sembrare ricchi e generosi, usando supporti o alzate per creare volumi e altezze diverse.
  • Il gioco dei colori (Contrasto cromatico): Alternare i colori per spezzare la monotonia visiva. Ad esempio, non mettere tutti i salami di fila (effetto blocco scuro), ma intervallali con il rosa di una mortadella o il bianco/giallo di una forma di formaggio per far risaltare ogni singola referenza.
  • La “Faccia” del prodotto: I salumi e i formaggi interi già iniziati devono mostrare la parte del taglio (protetta da pellicola trasparente tesa perfettamente, senza pieghe o bolle d’aria) rivolta verso il cliente, mostrando la qualità della pasta o della stagionatura.
  1. Rotazione delle Referenze e Preservazione

Un banco bello deve essere anche un banco efficiente che non crea scarti.

  • Rotazione espositiva (FIFO sul banco): I pezzi già iniziati o le vaschette preparate prima vanno posizionati sul davanti, più vicini al cliente o all’operatore, per essere venduti per primi. I pezzi nuovi o interi vanno sul retro.
  • Gestione dei “buchi”: Quando un prodotto finisce durante il giorno, lo spazio vuoto va subito riorganizzato all’istante allargando i prodotti vicini o inserendo una nuova referenza. Il vuoto comunica trascuratezza.
  • Protezione pomeridiana: Nelle ore di minor affluenza, i prodotti più sensibili all’ossidazione (come i cotti o i formaggi erborinati) vanno protetti con fogli di carta per alimenti o pellicole per evitare che la ventilazione del banco li asciughi o ne alteri il colore.
  1. Tecniche di Valorizzazione Commerciale

Strategie pratiche per aumentare lo scontrino medio e spingere prodotti specifici.

  • I “Prodotti Civetta” e i “Punti Focali”: Posizionare i prodotti in offerta o ad alta marginalità al centro del banco (all’altezza degli occhi del cliente) o vicino alla bilancia, dove il cliente si ferma obbligatoriamente a guardare mentre l’operatore serve.
  • Cartellinatura chiara e parlante: Ogni prodotto deve avere il suo prezzo ben visibile, espresso al kg o all’etto. Per le eccellenze, il cartellino deve riportare informazioni di valore (es. “Stagionato 24 mesi in grotta”, “Da latte di filiera”), non solo il nome.
  • Cross-merchandising (Vendita combinata): Posizionare sopra il banco (sulla mensola superiore o sul retrobanco) prodotti complementari. Ad esempio: confetture e mieli sopra il reparto formaggi; taralli, grissini o sott’oli sopra i salumi; una selezione di vini in linea con i prodotti esposti. Questo stimola l’acquisto d’impulso.

Ecco il modulo unico integrato, strutturato per unire la conoscenza tecnica del prodotto con la sua gestione pratica e la vendita al banco.

Modulo 5: Gestione Tecnica, Taglio e Confezionamento del Prodotto

L’obiettivo di questo modulo è fornire una visione d’insieme completa: dalla conoscenza della struttura del prodotto alla sua manutenzione quotidiana, fino al taglio perfetto e alla vendita a norma di legge.

  1. La Natura del Prodotto e la Conservazione in Esposizione

Per lavorare bene il prodotto, bisogna comprenderne la struttura e le fragilità.

  • Salumi a pezzo intero vs Macinati: I salumi a pezzo intero (es. bresaola, crudo) mantengono una compattezza diversa rispetto ai macinati (es. salame), che reagiscono all’aria più rapidamente.
  • Il fattore luce e ossidazione: Il grasso è il veicolo del sapore, ma la luce diretta del banco e l’aria accelerano l’irrancidimento. I salumi cotti (es. prosciutto cotto, mortadella) tendono a perdere il colore rosa vivo se esposti troppo a lungo.
  • Controllo termico del banco: Mantenimento costante tra $0^\circ\text{C}$ e $+4^\circ\text{C}$ per i salumi cotti e la gastronomia; tolleranza fino a $+6^\circ\text{C}/+8^\circ\text{C}$ per i formaggi stagionati.
  1. Gestione Giornaliera: Dal Rinfresco alla Chiusura

La qualità si mantiene con una routine rigorosa dall’apertura alla chiusura del negozio.

  • Il “Rinfresco” del mattino: Prima dell’apertura, si esegue la rifilatura delle parti esposte. Si elimina la primissima fetta (ossidata o indurita) dai prodotti già iniziati il giorno prima, per presentare una superficie fresca e lucida.
  • La Chiusura serale (Salvataggio del margine): All’orario di chiusura, tutti i prodotti deperibili vanno ritirati dal banco e riposti in cella.
    • I tagli di formaggio vanno avvolti in pellicola trasparente ben tesa per eliminare l’aria.
    • La “faccia” da taglio dei prosciutti va protetta con carta oleata o pellicola, premendo bene per evitare bolle d’aria.
    • Lo stoccaggio notturno in cella deve separare nettamente crudi, cotti e latticini per evitare scambi di odori.
  1. Tecniche di Taglio Professionale e Porzionamento

Il taglio corretto valorizza la consistenza e il sapore di ogni singola referenza.

  • L’uso dell’Affettatrice: Regolazione millimetrica dello spessore.
    • Prosciutto Crudo: Taglio “velato” (la fetta deve quasi sciogliersi in bocca).
    • Prosciutto Cotto e Mortadella: Sottile ma con una consistenza che sostenga la fetta senza strapparsi.
    • Salame: Spessore leggermente più sostenuto, preferibilmente tagliato a “becco di flauto” (obliquo).
  • Il Taglio Manuale dei Formaggi: Uso della lama adatta alla pasta.
    • Coltello a due manici per forme dure e stagionate.
    • Coltello a filo o traforato per paste molli (impedisce al formaggio di attaccarsi alla lama).
    • Coltello a goccia per scagliare il Parmigiano Reggiano, assecondando la venatura naturale della pasta senza segarla.
  • Grammature a occhio: Sviluppare la sensibilità manuale per calcolare il peso delle fette richieste dal cliente, riducendo i tempi di correzione sulla bilancia.
  1. Confezionamento, Etichettatura e Scadenze

L’ultimo passaggio garantisce la sicurezza alimentare e il rispetto delle normative vigenti.

  • L’arte dell’incarto (Servizio Assistito): Disporre le fette di salume leggermente sfalsate (“a scaletta”) sul foglio di carta alimentare, utilizzando fogli di plastica intercalari per i prodotti più morbidi, permettendo al cliente di staccarle facilmente a casa.
  • Confezionamento per il Libero Servizio (Take Away): Utilizzo corretto delle macchine per il sottovuoto o in ATM (Atmosfera Protettiva), tarando la pressione per non schiacciare o fare uscire i grassi dai prodotti più morbidi.
  • Etichettatura e Obblighi di Legge: Ogni prodotto preconfezionato in negozio deve riportare:
    1. Denominazione di vendita.
    2. Elenco degli allergeni ben evidenziati (es. latte, pistacchio, glutine).
    3. Prezzo al kg, peso netto e prezzo finale.
    4. Lotto di produzione e data di scadenza (o termine minimo di conservazione).
  • Gestione delle scadenze e Tracciabilità: Monitoraggio costante della shelf-life (durata utile) dei prodotti aperti sul banco, tenendo traccia del registro dei lotti di apertura per garantire la totale rintracciabilità della merce.

 

Per le iscrizioni contattare lo 081415595 o la mail provincialenapoli@aicast.it
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